I Video della Vicepresidenza – La Tosca

ToscaricordiOggi parliamo di Tosca sicuramente l’opera più drammatica di Giacomo Puccini. Tratta dal dramma di Victorien Sardou, l’opera andò in scena il 14 gennaio 1900 al teatro Costanzi di Roma con grande successo di pubblico ma, ovviamente, non di critica che, come di consueto, arriva sempre dopo.

È il dramma della precarietà, come dice Carlo Parmentola. Tosca è una cantante famosa innamorata del pittore Mario Cavaradossi che viene accusato di essere un traditore dello stato Pontificio per aver aiutato un amico Cesare Ancelotti a nascondersi nella sua villa. I due vengono scoperti e messi in prigione. Tosca innamorata del pittore prega il famigerato capo della Polizia Papalina, di fronte al quale “tremava tutta Roma”, Scarpia, a liberare l’amato. Scarpia accetta ma ricatta Tosca dicendo che deve passare una notte d’amore con lei. Tosca con la morte nel cuore accetta ma mentre lui sta per consegnargli il documento già firmato per la liberazione, lei lo pugnala al cuore. Lei fugge con il documento. Solo allora Tosca si renderà conto che Scarpia aveva architettato un complotto e che la vittoria di questa è illusoria, perchè le virtù malefiche di Scarpia si faranno sentire anche dopo la morte.

E’ il tema dei “grandi dolori in piccole anime”, l’unico che tutti trovino concordemente in Giacomo Puccini. Musicalmente Puccini inserisce delle novità notevoli rispetto alla stessa Boheme. Chi scrive, raramente si è sorpreso così tanto, come all’iniziale tema di Scarpia, all’armonia di “e lucean le stelle”, al canto del pastorello ed al cosiddetto “mattutino” che precede la tragedia finale.

Non mi sento di dire altro anche perché non ne sarei all’altezza, ma lascio parlare alcuni grandi interpreti di questa opera straordinaria. Sicuramente saranno molto più eloquenti di tante parole. Il “motore” è indiscutibilmente Scarpia. E allora ascoltiamo il “Te Deum” dalla fantastica voce di Ettore Bastianini, per i melomani “Bastiano”

La più grande Tosca di sempre risponde al nome di Maria Callas. La preferisco alla Tebaldi che pure fece di quest’opera un suo cavallo di battaglia, per la suggestione, la tensione, per la complessiva raffigurazione di una donna fragile, insicura e nevrotica. Ascoltiamo questo stupendo “Vissi d’Arte” in silenzio…e se ci commuoviamo vuol dire che la Callas è davvero la più grande Tosca di sempre.

Manca Cavaradossi il pittore. “E lucean le stelle” è il ricordo di una vita, anche l’uscio dell’orto che stride, il profumo della terra, tutto in quel momento è importante. Tante registrazioni memorabili. Tanti cantanti stupendi, ma per queste melodie pucciniane non trovo di meglio che il giovane Giuseppe Di Stefano che a 26 anni ci regala…un’emozione…

 

 

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