“Voci Incantevoli” …la rubrica del Presidente

2006ag9049_joan_sutherland_as_luciaUn’altra rubrica all’interno del sito dell’Associazione “Mettiamoci all’Opera”. Il nostro Presidente Marco Sizzi racconterà a suo modo le “Voci Incantevoli” dell’Opera Lirica. Questa rubrica si aggiunge all’ormai conosciuta “I Video della Vicepresidenza”, in modo che il nostro sito sia per i lettori “luogo” di approfondimento dell’Opera Lirica.

Il primo appuntamento della serie “Voci Incantevoli” – laddove tale aggettivo può essere indistintamente riferito alla bellezza timbrica, ovvero alla sapienza tecnica, ovvero ancora alla capacità di trasmettere emozioni nell’ascoltatore – è dedicato al grande soprano australiano Joan Sutherland, per i melomani, più semplicemente, “La Stupenda”.

Nata a Sydney il 7 novembre 1926, Joan Sutherland ha avuto una carriera lunghissima, di oltre quaranta anni, avendo debuttato nell’opera “Dido and Aeneas” di Purcell nell’anno 1947 ed essendosi ritirata nel 1990, dopo una recita dell’opera “Les Huguenots” di Meyerbeer in Australia, nella sua città natale. Soprano drammatico di agilità, la sua voce aveva timbro bellissimo, omogeneo in tutta la gamma, era agilissima ed estesissima (sino al fa diesis sopracuto) ed era governata da una tecnica stupefacente, emessa senza ombra di sforzo apparente. In Italia salì alla ribalta nel 1960, dopo un clamoroso successo al Teatro La Fenice di Venezia con l’opera “Alcina” di Haendel, tanto è vero che l’anno successivo arrivò anche il debutto al Teatro alla Scala di Milano, con l’opera “Beatrice di Tenda” di Vincenzo Bellini. Acclamatissima al Metropolitan di New York, ha legato i suoi successi in tale teatro a quelli di Luciano Pavarotti, con il quale ha formato un binomio indissolubile per quasi un ventennio. Guidata nelle scelte di repertorio dal marito, il grande direttore d’orchestra Richard Bonynge, si è concentrata sul melodramma italiano della prima metà dell’Ottocento e grazie a lei sono tornati in repertorio capolavori e opere meno conosciute e spesso non più rappresentate. E’ morta il 10 ottobre 2010 in Svizzera, a Les Avants.

Nel contributo audio la ascoltiamo in due brani, tratti il primo dall’opera “I Puritani” di Vincenzo Bellini, della quale ascoltiamo l’aria “Son vergin vezzosa” – opera che è stata per lunghi anni uno dei cavalli di battaglia nel repertorio di Joan Sutherland.

Il secondo dall’opera “Attila” di Giuseppe Verdi, della quale ascoltiamo l’aria e la cabaletta dal primo atto, opera quest’ultima che la Sutherland non ha mai interpretato in teatro. In ogni caso, entrambi i brani credo siano bastanti per far comprendere la sapienza tecnica e le doti non comuni di questa indimenticabile Artista.

 

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