I Video della Vicepresidenza – La Bohème

Stasera parliamo della quarta opera di Giacomo Puccini: La Boheme. La bohème è un’opera lirica in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, che tra l’altro avevano già supervisionato il libretto di Manon.

Ispirato al romanzo di Henri Murger “Scènes de la vie de bohème”. Andò in scena per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 1 Febbraio 1896 con ottimo successo di pubblico ma non di critica, anche se quest’ultima durò poco. La musica di Puccini toccò il cuore anche dei più ostinati critici che si allinearono ai consensi generali. Particolare importante: il direttore della prima era un ventinovenne Arturo Toscanini.

La storia narra le avventure di 4 amici tutti a modo loro artisti. C’è un poeta, un musicista, un pittore e un filosofo. Vivono a stento in una fredda soffitta parigina. Appare Mimì per caso rimasta senza lume. E’ amore a prima vista con Rodolfo, il poeta. Le cose non vanno per il meglio tra i due: la salute precaria di lei, l’alloggio sicuramente non consono alla situazione, portano i due a lasciarsi “alla stagion dei fior”.

L’ultimo atto comincia gioiosamente come il primo fino all’apparire di Mimì accompagnata da Musetta, la fidanza di Marcello il pittore. Si arriva poi allo straziante finale dove Mimì prima di morire ha un messaggio per tutti, una sorta di testamento spirituale.

E’ difficile parlare di questa opera senza commuoversi. Puccini si rende conto di avere in mano delle melodie non solo belle ma anche di sicura presa emotica ed è bravo a metterle nei punti dove vuole far commuovere… e ci riesce. E’ la musica del cuore, dell’amore, della gioventù, ma anche del dolore che fa parte della vita anche apparentemente spensierata.

Mi piaccion quelle cose che han si dolce malia, che parlano d’amor, di primavere, che parlano di sogni e di chimere, quelle cose che han nome poesia

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